

Teatro popolare di ricerca. Spettacoli, monologhi di narrazione, reading.
Nuove modalità di rappresentazione ed espressioni artistiche del teatro memoria e di tradizione, che vanno ad esplorare i tratti originari della natura umana: la meraviglia, l’incanto, l’ingenuità, lo sguardo dei semplici.
Spettacoli caratterizzati da un’esplorazione del paesaggio umano (partendo dall'Astesana Patrimonio Unesco) e da un'impronta storica e antropologica che passa per gli archetipi linguistici e i “caratteri” della tradizione, sfociando nell’epica di un territorio.
Proposte che vengono "esportate" ed accolte da altri contesti grazie al contenuto “universale” e di interesse nazionale delle singole creazioni.
Pinin è un solitario abitatore dei boschi. Non torna più in paese da tempo. Ai pochi che riescono a trovarlo egli parla della sua vita, di un lungo viaggio, di un amore, di ricordi, di mondi possibili.
E di “masche”, amiche e sconosciute, protettrici e crudeli.
Una rilettura de “I promessi sposi” attraverso il racconto ingenuo e ricco di humour del protagonista maschile, Renzo Tramaglino, colpito dalle avversità di quel matrimonio che “non s’ha da fare” e dalle difficoltà che gli altri fatti del romanzo gli impongono. Il tutto raccontato in rima e in una parlata ibrida di più dialetti padani come nel migliore teatro popolare, un gramelot che sembra un canto ipnotico.

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