Serenata per il mio Albero
ispirato a “Essere una Quercia” di Laurent Tillon
musiche originali di Marco Silletti
esecuzione di Marco Silletti (chitarra), Maria Grazia Reggio (chitarra), Matteo Ravizza (contrabbasso)
adattamento testi e voce narrante Patrizia Camatel
GALLERY
LO SPETTACOLO
Ognuno di noi dovrebbe avere un albero amico. Sì, bisognerebbe andare in un bosco, ma anche in un parco o viale cittadino, a cercare il nostro compagno, e poi decidere di frequentarlo, di tornare a trovarlo.
Questo sostiene Laurent Tillon, biologo e ingegnere forestale che unisce la competenza scientifica alla genuina passione per gli alberi e le foreste, che si esplica in un rapporto confidente e amicale con loro.
Quercus è un omaggio in musica e parole agli alberi, ai tremila miliardi di esseri frondosi che ci sono compagni e sostegno su questo pianeta.
I benefici derivanti dalla relazione con un essere vegetale sono stati ultimamente indagati dalla scienza e, sebbene il fenomeno sia in parte ancora misterioso, è pur vero che molte persone affermano di sentirsi rilassati, pacificati, vivificati, quando sono accanto agli alberi. Dunque questo lavoro artistico è anche un invito rivolto a tutti ad andare a cercare il proprio amico albero.
LA MUSICA
La lettura del libro di Laurent Tillon è l’ultimo passo di un percorso, di un’affinità e di un interesse per la natura in generale e per gli alberi in particolare. La struttura dell’opera, una successione di personaggi in parte del mondo animale e in parte del mondo vegetale (gli abitanti della foresta), ha immediatamente prodotto il desiderio di scrivere, di delineare i protagonisti attraverso temi musicali, note, timbri, sonorità ricche di suggestioni legate alle caratteristiche dei personaggi. La musica è venuta di getto, istintivamente, seguendo via via gli umori, le simpatie, le sensazioni.
LE PAROLE
L’opera di Tillon ha lo spessore di un saggio, giustamente corredato di dati e spiegazioni scientifiche, tuttavia l’autore non manca mai di infondere nella sua scrittura uno sguardo poeticoche si posa su ogni creatura e descrive per il lettore scorci e visioni “impressionistiche”. La trasposizione teatrale fa leva su questo secondo elemento, sviluppandolo, di modo che a parlare al pubblico siano direttamente i protagonisti, gli elementi naturali in gioco, ciascuno con un proprio “carattere” e colore.
RECENSIONI
"Patrizia Camatel racconta, moltiplica la sua voce in tante e diverse forme, crea immagini, diverte e commuove. Decisamente si ride ascoltando i punti di vista degli ospiti della foresta, complici di quel ciclo vitale che assegna ad ognuno di loro un ruolo.
(…) La narrazione è sostenuta da un tappeto sonoro che evoca i suoni della foresta, si fa flebile e poi impetuoso, come una tempesta distruttiva.
(…) E’ un viaggio nel profondo, “Quercus”, giocato con un accostamento di nozioni scientifiche (Tillon è biologo e ingegnere forestale) e di racconti declinati in tanti registri."
Nicoletta Cavanna, Radio Gold






