Luglio 2009, nord della Tanzania,
all’ombra del maestoso Kilimanjaro.

Un gruppetto di turisti italiani, tra cui alcuni membri del Teatro degli Acerbi, esce dall’aeroporto e mette piede sul suolo d’Africa. Tutto ciò che è consueto viene lasciato dietro le porte di vetro del terminal, e quel Land Rover scassato su cui montiamo è la porta d’accesso per una dimensione parallela…destinazione: il villaggio di Lasso.

Lasso: una miriade di casupole e capanne disseminate tra la lussureggiante vegetazione che ricopre le pendici delle montagne e la vita semplice e laboriosa di questo popolo generoso ed ospitale. Non è impresa facile descrivere ciò che si intende da quelle parti con il termine “villaggio”.
A noi monferrini questo termine potrebbe evocare un paesetto, una manciata di case raccolte intorno alla chiesa, cinquecento anime in mezzo ad un mare di vigne… Lasso è tutt’altro: ha un territorio di migliaia di ettari, sotto fitte foreste e sconfinate piantagioni di banane da cui affiorano ora le abitazioni dei circa dodicimila “paesani”, ora una scuola con la sua spianata di terra rossa popolata da un cinguettìo di bambini con le loro divise bianche e blu, ora la chiesetta di una missione, ora un orticello, ora un cimitero casalingo con due croci e le ghirlande di fiori, in mezzo a cui pascolano due caprette ossute.
Un universo brulicante che si affaccia sul labirinto di strade tortuose e piene di buche, che mettono a dura prova le sospensioni dei pochi automezzi che riescono ad inerpicarsi su quelle alture. All’arrivo, la comitiva di “msungu” (uomini bianchi) viene accolta con una grande festa dagli abitanti del luogo. Un’accoglienza degna di principi. Nelle case che ci ospitano siamo vezzeggiati e rifocillati in ogni modo possibile. Dopo esserci rinfrescati con l’acqua gelida dei monti si viene condotti alla tavola imbandita sotto il portico: grandi pentole di riso bollito, stufato di carne di capra e banane, coscette di pollo e banane, insalata di foglie di melone e banane, fiumi di birra e una specie di sidro, naturalmente fatto con le banane, le piccole, deliziose banane raccolte al di là del cortile. I banchetti durano ore ed ore, le bottiglie si stappano e i bicchieri sono sempre prontamente riempiti dai padroni di casa. Siamo inebriati, dalla birra, dal tanto parlare nel nostro inglese traballante, dalle presentazioni dell’infinito parentado, e poi il benvenuto del sindaco per gli ospiti di riguardo, gli anziani col loro volto rugoso e bonario che tentano di raccontarti la loro vita in swahilii ed annuiscono ridendo, chissà se delle nostre facce sbigottite o di una battuta… tutt’intorno a noi, discreti e acuti come spiritelli, gli occhi curiosi e i sorrisi dei bambini silenziosi, prima dubbiosi, poi radiosi di fronte ai nostri piccoli doni per loro: una matita, un quaderno, un pallone.



Visitando un mondo così distante da quello che ci è consueto, così ricco d’umanità ma pieno di necessità (sanitarie, finanziarie, di servizi), in ambiti che per noi occidentali sono un diritto fondamentale, sentiamo di dover fare qualcosa che sia un segno tangibile della nostra volontà di mantenere vivo il rapporto che si è instaurato.
Per quegli amici che ci hanno aperto le loro case e ci hanno fatto sentire subito parte della loro famiglia anche se non sapevano nulla di noi, per quel mondo che abbiamo visto e che ci ha fatti innamorare di sé, vogliamo fare qualcosa di concreto… partendo dalle piccole cose.

Con il tuo acquisto di prodotti dell’artigianato tanzaniano o con una piccola donazione contribuisci a realizzare un nostro sogno: la costruzione di un dispensario medico nel villaggio di Lasso, che possa offrire finalmente la necessaria assistenza sanitaria e la fornitura di cure e farmaci essenziali alla popolazione della zona, senza che sia costretta ad allontanarsi di decine di chilometri (spesso a piedi e su strade impervie) per reperirli. Vorremmo avviare un “progetto pilota”, un esperimento di solidarietà basato sul reperimento di risorse per il villaggio di Lasso promuovendo gli scambi commerciali con questa terra affascinante e generosa.
E’ un progetto ambizioso, che richiederà tempo, impegno, fiducia.
Ma noi vogliamo provarci!

Siamo felici che anche tu voglia far parte del nostro sogno, scegliendo di regalare o regalarti questo piccolo “pezzo d’Africa”…speriamo che possa portare nella tua casa il calore del sole e dell’antica gente di questo meraviglioso Paese, l’eco dei canti dei bambini, i colori vivaci delle vesti delle donne, e quei tramonti ardenti tra le nere silhouette delle acacie e degli elefanti…

Per informazioni: cell. 339-1656318 info@teatrodegliacerbi.it
E...ti piacerebbe andare a Lasso ? Chiedici come.

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