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FINO
A QUANDO CADRA’ LA NEVE
azione teatrale liberamente tratta da“La
storia di Natale” di Natale Pia,
sopravvissuto alla guerra di Russia e ai lager nazisti
uno
spettacolo per la giornata della memoria
con Fabio Fassio, Dario Cirelli, Carlo Nigra
proiezioni video a cura di Federica Parone
drammaturgia e regia di Luciano Nattino
una
produzione ISRAT e Casa degli Alfieri
in collaborazione con il Teatro degli Acerbi
genere: teatro e memoria, adatto per teatro/scuola
(scuole secondarie di I e II grado - medie inferiori e istituti
superiori),
giornata della memoria, festa della liberazione
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Lo spettacolo ripercorre l’avventura umana di Natale
Pia negli anni della seconda guerra mondiale quando, da
giovane artigliere, partecipò alla guerra
di Russia (con la battaglia di Nikolajewka) e,
dopo una collaborazione alla lotta partigiana
nell’astigiano, venne catturato e deportato a Mauthausen.
La sua testimonianza è dunque veramente unica
perché unisce tra loro le principali tragedie
del Novecento: la peggiore guerra dell’umanità
e le peggiori atrocità compiute dall’uomo nel
corso dei secoli, abbinate al conflitto fratricida della
Resistenza italiana ed europea.
Abbiamo conosciuto recentemente Natale Pia e abbiamo potuto
verificare la sua forza, la sua asciuttezza di racconto
e di relazione, quella di un uomo che è riuscito
ad attraversare immani tragedie con la consapevolezza, tutta
contadina, che il giorno dopo è un altro giorno e
bisogna di nuovo rivoltarsi le maniche e ricominciare.
In questi anni Natale Pia ha parlato ovunque:
nelle scuole, nei circoli, nelle occasioni ufficiali, nelle
visite ai Lager e poi ha deciso di mettere tutto per iscritto.
Tra i tanti aspetti della sua storia, oltre alle fatiche,
alla fame e alla sete patite sia in Russia che nel campo
austriaco, una ci ha colpito in particolare: l’esperienza
drammatica di Vittorio, giovane diciassettenne
che, dopo la breve vicenda partigiana, viene a conoscere
l’orrore di Mauthausen fino alla morte.
Noi partiamo di lì: da quegli anni terribili e da
quella storia non per “descrivere” tutte le
atrocità compiute (descrizione che sarebbe impossibile)
ma per tentare di rendere il clima di violenza e
di sopraffazione, di privazione e di sofferenza,
vissuto da Natale e da milioni di altre persone.
Fondamentale sarà dunque il lavoro fisico degli attori
e la ritualità ossessiva dei gesti per restituire
l’inanità e l’assurdità dei campi,
l’inutilità di certi lavori, la violenza gratuita
degli aguzzini.
Ciò per restituire fatti e azioni che accadono
ancora oggi nel mondo, per condividere con studenti
e adulti, riflessioni sul presente.
Per questo abbiamo fatte nostre le parole di Marguerite
Duras:
“Se l’orrore nazista viene considerato solo
un destino tedesco e non un destino collettivo, l’uomo
di Auschwitz sarà ridotto a vittima di un conflitto
locale. C’è una sola risposta per un tale crimine:
trasformarlo nel crimine di tutti. Condividerlo.”
scheda in PDF dello spettacolo
Per informazioni, richieste di documentazione:
ISRAT
tel. 0141 590003 israt@info.it
Casa degli Alfieri
tel. 0141 292583 alfierihouse@tin.it
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