Teatro di prosa

 

Wild West Show

Nel febbraio del 1890 giungeva in Italia, preceduto da enormi campagne pubblicitarie, con una carovana di 59 vagoni ferroviari, il più grande spettacolo cialtrone di tutti i tempi: “The Wild West Show” di William Frederick Cody, in arte Buffalo Bill. Centinaia di comparse, artisti, cavalieri, nativi americani, bisonti, cavalli, supportati dai mezzi tecnici più all’avanguardia del mondo. Ed è subito West! Grandiosità, spettacolo, mito. Di tutto questo non vedrete nulla.

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Aristofane la pace

Una commedia onirica, satirica e insieme lucidamente concreta e spietata, nella denuncia di politiche criminali e ipocrite. Rotture meta-teatrali, ritmi serrati, momenti di intensa comicità alternati a riflessioni amare e poetiche sono il linguaggio scelto per ripercorrere vizi e perdizioni politiche che, seppur scritte pìù di duemila anni fa, sembrano la cronaca dei nostri tempi.

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Renzo Tramaglino, sposo promesso

Una rilettura de “I promessi sposi” attraverso il racconto ingenuo e ricco di humour del protagonista maschile, Renzo Tramaglino, colpito dalle avversità di quel matrimonio che “non s’ha da fare” e dalle difficoltà che gli altri fatti del romanzo gli impongono. Il tutto raccontato in rima e in una parlata ibrida di più dialetti padani come nel migliore teatro popolare, un gramelot che sembra un canto ipnotico.

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Triangoli rossi

triangoli rossiPer il giorno della memoria - Lo spettacolo raccoglie per la prima volta insieme i racconti degli astigiani deportati per motivi politici nei campi di concentramento nazisti. Un coro di testimonianze, frammenti di storie, confessioni si alternano alle immagini d'archivio dei campi di concentramento; queste schegge di memoria prendono vita dalle parole di un nipote che rileggendo il diario di suo nonno, che dalla nebbia ritorna, per raccontare la sua odissea: dall’arresto alla liberazione dal Lager.

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Even. la memoria dei giorni

Omaggio a Etty Hillesum

Per il giorno della memoria - Even è il termine ebraico che indica il sasso posto sulla tomba del defunto. Lo spettacolo, come un umile sasso, vuole rendere omaggio alle vittime dell'olocausto attraverso la storia di Etty Hillesum, giovane ebrea olandese morta ad Auschwitz che teorizzò la necessità di “salvare Dio in se stessi” e di non accusarlo del male che è nel mondo. Le vicende rappresentate, tratte dal suo diario, sono poetiche, quotidiane, d'amore. Sullo sfondo l’avanspettacolo e la musica del periodo bellico.

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